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Attività

 

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CONSIGLIO DIRITTI UMANI – REVISIONE PERIODICA UNIVERSALE – II ciclo: ESAME DELL’ITALIA (ottobre-novembre 2014)

Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (CDU) ha introdotto nel 2011 la procedura revisionata per l’esame della situazione dei diritti umani in tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, c.d. Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – UPR). 
L’esame ha una cadenza ciclica di quattro anni e mezzo e si articola in quattordici sessioni (ad eccezione delle due per il primo anno, in linea generale le sessioni annuali sono tre) di un apposito gruppo di lavoro del Consiglio dei Diritti Umani (UPR Working Group).

In ciascuna sessione vengono esaminati 14 paesi per un totale di 42 paesi all’anno. L’elenco degli Stati da esaminare è redatto per estrazione a sorte sulla base di una serie di parametri al fine di assicurare che i paesi membri del Consiglio siano interessati dalla procedura per primi e che in ogni sessione siano presenti paesi provenienti da diverse aree geografiche.

PROCEDURE

Il processo di Revisione Periodica Universale, disciplinato per il II ciclo dalla Risoluzione del CDU n. 16/21, attraverso cui viene esaminata la situazione dei diritti umani in tutti i paesi delle Nazioni Unite, si svolge in due fasi: la prima, nell’ambito di un apposito gruppo di lavoro a composizione aperta (UPR Working Group) dove hanno diritto di parola soltanto gli stati, con sedute dedicate ai singoli paesi esaminati della durata di tre ore e mezzo; la seconda, a livello di sessione plenaria del Consiglio, dove possono intervenire anche le organizzazioni non governative (ONG).

La prima fase dell’esame, nell’ambito del gruppo di lavoro, viene condotta  sulla base di tre documenti : il rapporto nazionale, redatto dal governo dello stato esaminato in una delle lingue ufficiali delle N.U.; la raccolta, effettuata dall’OHCHR (Ufficio dell’Alto Commissario delle N.U. per i diritti umani), delle informazioni ricavate dai comitati di controllo delle convenzioni (Treaty Bodies), dalle procedure speciali (relatori speciali, esperti indipendenti e meccanismi assimilati) e da altri documenti ufficiali delle N.U.; una compilazione sintetica  di informazioni aggiuntive messe a disposizione da altre parti interessate (relevant stakeholders), e cioè essenzialmente da ONG.

Nel corso del dibattito lo stato esaminato ha disposizione un’ora e dieci minuti di intervento, che può suddividere in una presentazione ed in uno o più interventi di risposta alle domande e/o raccomandazioni ricevute sia per iscritto nei giorni precedenti, sia oralmente durante il dibattito. Al termine del dibattito di tre ore e mezzo, il Segretariato del CDU, coadiuvato da una troika composta da stati membri del Consiglio estratti a sorte, redige un rapporto. Il documento contiene un sintetico processo verbale della seduta e si conclude con un  elenco di “raccomandazioni” rivolte al paese esaminato che rappresentano l’aspetto più rilevante dell’esercizio. Lo stato interessato può accettarle, in tutto o in parte, o riservarsi di fornire ulteriori elementi nella fase successiva. Il rapporto viene quindi formalmente adottato dal gruppo di lavoro due giorni dopo la seduta. Se lo ritiene utile, lo stato esaminato può presentare, prima della fase successiva nella plenaria del Consiglio, un ulteriore documento nazionale contenente commenti, riposte o impegni volontari aggiuntivi.

La seconda fase dell’esame ha luogo nella prima sessione plenaria utile del Consiglio dei Diritti Umani ove viene discusso il rapporto presentato dal Gruppo di Lavoro (ed eventualmente l’ulteriore documento nazionale presentato dallo stato). I 60 minuti a disposizione vengono divisi in tre parti: il paese esaminato dispone di 20 minuti per il proprio intervento; gli stati membri del Consiglio o osservatori ugualmente di 20 minuti così come le ONG (che a differenza di quanto avviene nel Gruppo di Lavoro possono intervenire). Il Segretariato redige infine il documento conclusivo (outcome of the review).

TEMPISTICA

Con la Risoluzione n. 5/1 già si era stabilito che i tre rapporti che costituiscono la base dell’esame in seno al Gruppo di Lavoro devono essere disponibili almeno 10 settimane prima dell’inizio della sessione in cui sarà esaminato lo stato interessato. Questa previsione non è stata alterata con la Risoluzione 16/21. In pratica, è opportuno trasmettere il rapporto nazionale almeno tre mesi prima dell’esame per avere la certezza che questo venga tradotto in tutte le lingue ufficiali delle N.U. Per quanto riguarda l’Italia, che sarà esaminata nella terza sessione del 2014, il rapporto nazionale dovrà essere trasmesso a Ginevra entro la fine del mese di luglio 2014.

La seconda fase, con l’adozione del documento conclusivo (outcome of the review) avrà luogo nel corso della sessione del Consiglio dei Diritti Umani nel marzo 2015.

REDAZIONE DEL RAPPORTO NAZIONALE

La redazione del rapporto nazionale deve seguire alcune linee guida definite dal CDU con Decisione n. 6/102 e poi aggiornate nella successiva Decisione n. 17/119. Per quanto concerne la metodologia viene sottolineata l’esigenza di un “processo di ampia consultazione” incoraggiando gli stati a coinvolgere nella redazione del documento settori quanto più ampi possibile dell’amministrazione e della società civile, ciò richiedendo, pertanto, tempi di preparazione adeguati.

Le linee guida prevedono che il rapporto si suddivida in 7 parti:

A. Description of the methodology and the broad consultation process followed for the preparation of information provided under the universal periodic review;
B. Developments since the previous review in background of the State under review and framework, particularly normative and institutional framework, for the promotion and protection of human rights: Constitution, legislation, policy measures, national jurisprudence, human rights infrastructure including national human rights institutions and scope of international obligations identified in the “basis of review” in resolution 5/1, annex, section IA;
C. Promotion and protection of human rights on the ground: implementation of international human rights obligations identified in the “basis of review” in resolution 5/1, annex, section IA, national legislation and voluntary commitments, national human rights institutions activities, public awareness of human rights, cooperation with human rights mechanisms …;
D. Presentation by the State concerned of the follow-up to the previous review;
E. Identification of achievements, best practices, challenges and constraints in relation to the implementation of accepted recommendations and the development of human rights situations in the State;
F. Key national priorities, initiatives and commitments that the State concerned has undertaken and intends to undertake to overcome those challenges and constraints and improve human rights situations on the ground;
G. Expectations of the State concerned in terms of capacity-building and requests, if any, for technical assistance and support received.

Oltre all’Italia, nella sessione di ottobre-novembre 2014 saranno esaminati i seguenti stati: Angola, Egitto, Madagascar, Gambia, Qatar, Fiji, Iran, Iraq, Kazakhstan, Bolivia, Nicaragua, El Salvador, San Marino, Slovenia, Bosnia. 

In questo processo un ruolo rilevante, come già ricordato sopra, è attribuito al contributo della società civile, che elabora e trasmette all'attenzione dell'Ufficio dell'Alto Commissario i c.d. 'rapporti ombra', i quali confluiscono successivamente nel documento complessivo utile per la preparazione dell'esame-paese.
Sin dal primo ciclo, tutti gli Stati membri sottoposti alla UPR sono stati invitati a coinvolgere i c.d. relevant stakeholders nella preparazione del rapporto nazionale nel quadro di un ampio e trasparente dibattito sui temi di maggior rilievo ed interesse riguardanti la materia dei diritti umani.
A questo scopo il CIDU ha avviato un percorso di consultazione che si articolerà in una serie di incontri presso il Ministero degli Affari Esteri, corredato da un meccanismo di sottoposizione dei contributi della società civile nella predisposizione del rapporto nazionale per il secondo ciclo della UPR. La procedura di consultazione aperta sarà attivata a breve in una apposita pagina web del sito del CIDU.

Maggiori informazioni sulle principali iniziative e sui passaggi procedurali in vista dell'esame UPR di ottobre-novembre 2014 saranno riportate nella pagina web delle News del sito del CIDU.

http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/UPR/Pages/ITSession7.aspx


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